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  • Materiali didattici 1a settimana

    Nella prima settimana abbiamo cominciato la lettura dell’Antony and Cleopatra di William Shakespeare e letto e analizzato le prime due poesie di Wystan Hugh Auden.

    In classe ho distribuito un handout, “The Centrality of Roman History in Shakespeare’s Works”, che vi permette di collocare la tragedia di Antonio e Cleopatra nel contesto dell’opera shakespeariana e degli altri drammi romani del drammaturgo elisabettiano. L’analisi in classe, infatti, è volta a individuare nel testo i tanti elementi che permettono di individuare le differenze rispetto alle opere precedenti e le anticipazioni dell’ultima produzione dell’autore inglese, da Coriolanus in poi.

    I brani letti in classe questa settimana sono stati:

    I atto: tutto

    II atto: scena 2, versi 60-158 e 190-251 ;  3, 1-40, 5, 60-110.

    mercoledì 10 leggeremo il III atto: 2, 40-66 ; 4, 1-40 ;  6, 40-80 ; 7, 1-65 ; 10, 11 e 13 per intero.

    Si pregano gli studenti di leggere in anticipo questi brani, anche in italiano.

    La lettura delle due poesie di Auden ha richiesto dei primi accenni alla metrica inglese. Ho presentato agli studenti quattro diapositive Power Point, che riproduco qui di seguito.

    1

    Nel leggere una poesia italiana in endecasillabi sciolti,  poniamo “L’infinito” di Leopardi”, la si percepisce come metricamente regolare, e per verificare questa sensazione basta contare le sillabe di ciascun verso. In inglese, invece, saranno sentiti come regolari, ad esempio, questi versi tratti da “September 1, 1939” di W. H. Auden, perché ciascun verso presenta tre accenti, ma se contiamo le sillabe ci accorgiamo che variano da sei a otto:

     

    Wáves of ánger and féar  (6 sillabe)

    Círculate óver the bríght  (7 sillabe)

    And dárkened lánds of the éarth  (8 sillabe)

    Obséssing our prívate líves.  (7 sillabe)

     

    Il sistema in cui a un dato numero di accenti corrisponde un numero fisso di sillabe venne chiamato accentual-sillabic metre, la cui codificazione giunse a compimento nell’età elisabettiana. L’unità convenzionale del sistema è il foot (“piede”), composto di una o più sillabe accentate e una sillaba non accentata. Per descrivere le possibilità offerte dal contrasto tra sillabe furono adottati – come nelle lingue romanze – termini desunti dalla prosodia greco-latina, che si basava sulla misura della quantità delle sillabe, ossia la loro relativa lunghezza o brevità (per cui ad esempio il nome “giambo”, che nella metrica classica indicava un piede composto di una sillaba breve seguita da una lunga, veniva applicato a un piede in cui a un sillaba non accentata ne segue una accentata).

    2

    I principali tipi di piedi che conferiscono la base del ritmo nella poesia inglese sono i seguenti:

    giambo: sillaba non accentata seguita da una accentata: destróy

    trocheo: sillaba accentata seguita da una non accentata:  tópsy

    anapesto: due sillabe non accentate seguite da una accentata: intervéne

    dattilo: una sillaba accentata seguita da due non accentate:  mérrily

    Per convenzione, i piedi sono concepiti come se fossero più o meno tutti gli stessi, per quanto le variazioni prodotte dalle sostituzioni di diversi piedi sono non solo permesse, ma addirittura auspicabili. I due piedi impiegati più di frequente per le sostituzioni sono:

    spondeo: due sillabe in successione accentate:  húm-drúm

    pirrichio: due sillabe in successione non accentate: the seá/sôn ôf /místs

    3

     

    Una poesiola composta che S. T. Coleridge (1772-1834) compose per il figlio, si presta idealmente all’illustrazione dei tipi di piede più comuni per le sostituzioni metriche. (Ho scritto in corsivo e indicato a destra del testo gli esempi dei piedi fondamentali della poesia inglese):

     

    Metrical Feet: Lesson for a Boy

     

    Tróchee tríps from lóng to shórt;         (trochei)

    From lóng to lóng in sólemn sórt                (giambi)

    Slów Spóndee stalks; stróng fóot! yet ill able  (spondei)

    Éver to cóme up with Dáctyl trisýllable.    (dattili)

    Iámbics márch from shórt to lóng—     (giambi)

    With a léap and a bóund the swift Ánapests throng…   (anapesti)

    4

    In base al numero dei piedi (e quindi delle sillabe accentate) contenuti in un verso questo può essere definito,  un verso trimester (trimetro), come “As I Walked out One Evening”, o un verso pentameter (pentametro) “Funeral Blues”. Oppure,

     

    monometer (monometro), come in “Upon His Departure Hence” di Robert Herrick:

     Thus I

    Pass by

    And die,

    As one,

    Unknown,

    And gone:

    A shade,

    And laid

    I’th grave,

    There have

    My cave.

    Where tell

    I dwell

    Farewell.

     dimeter (dimetro), come in questi versi tratti da una canzone cinquecentesca:

     Óver the móuntains

      And únder the wáves

    Óver the foúntains

       And únder the gráves

    tetrameter (tetrametro), come in “To His Coy Mistress”, di Andrew Marvell:

    Had wé but Wórld enóugh, and Tíme,

    This coyness Lady were no críme.

    We wóuld sit down, and thínk which way

    To walk, and pass our lóng Love’s Day.

     

     

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